LA TEORIA DELLA GESTALT
La GESTALT è una corrente psicologica, nata nella prima metà del Novecento in Germania che spiega come percepiamo il mondo in modo organizzato.
Gli autori più importanti furono gli psicologi:
-MAX WERTHEIMER;
-KURT KOFFKA(1886-1941);
-WOLFGANG KÖHLER
ESEMPIO:

La Gestalt ha influenzato l'arte, il design, la psicologia, l'educazione e la terapia.
Le leggi percettive della Gestalt, ovvero come il nostro cervello organizza le informazioni visive. Due esempi chiave sono:
- Legge della vicinanza: Gli oggetti vicini sono percepiti come un gruppo.
Esempio: il logo Unilever dove i punti creano la forma della lettera "U" - Legge della somiglianza: Gli oggetti simili sono percepiti come un gruppo.
Esempio: il logo IBM dove le strisce blu orizzontali creano un'immagine unitaria.
Queste leggi dimostrano come il cervello non vede solo elementi individuali, ma li raggruppa in modo significativo per dare un senso al mondo che ci circonda.
Legge della chiusura:
- Principio: Il cervello completa le forme incomplete per creare un'immagine completa.
- Esempio: Vedi un quadrato con un pezzo mancante, ma il tuo cervello lo completa, rendendolo un quadrato intero.

Legge del destino comune:
- Principio: Il cervello collega gli elementi che si muovono in modo simile, creando una figura unica.
- Esempio: Vedi una linea che attraversa diverse colonne, il tuo cervello le considera tutte parte della stessa figura, anche se sono separate da spazi vuoti.
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Legge della "buona forma":
- Preferiamo forme semplici e regolari, come nel logo della Pepsi.

- Legge dell'esperienza passata
- il nostro cervello collega elementi che sono stati associati in precedenza, come nel caso della lettera ''E'' formata da tre linee spezzate
- Figura-sfondo: Il tuo cervello distingue l'albero (la figura) dal resto del parco
- (lo sfondo). Questo ti aiuta a focalizzarti sull'albero e a distinguerlo dagli altri elementi del parco.
- Costanza della grandezza: Anche se ti avvicini o ti allontani dall'albero, lo vedi sempre delle stesse dimensioni. Il tuo cervello "corregge" automaticamente la sua grandezza apparente per tener conto della distanza

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